Privacy Policy

Le battaglie PvP in Pokémon Go: perché così tardi?

“C… Come hai osato chiamarmi sfigato???”

Era il 6 Luglio 2016 quando l’app di Pokémon Goapprodò sui nostri cellulari. Ammettiamolo: tutti noi, fanatici dei mostriciattoli tascabili e non, almeno una volta nella vita abbiamo voluto fare l’allenatore di Pokémon. Ash Ketchum è stato per un periodo l’idolo di tutti noi. Poi cresci e capisci quanto quell’anime sia pieno di buonismo, che nella vita reale nulla di tutto ciò sarebbe possibile, che Ash è uno sfigato e rimpiangi solamente di non avere quel cavolo di Charizard per spostarti in volo ed incenerire tutti. Pokémon Go ha in parte realizzato il sogno di tutti noi: tirare le Poké Ball sui selvatici per “catturarli tutti!”. Mancava solo una cosa…. le lotte Pokémon! Dopo due anni, eccole finalmente, ma perché ci hanno messo così tanto? Mamma Niantic ci dà le tanto attese motivazioni.

Prima motivazione

Schermata di vittoria in PvP

L’ingegnere del software di Niantic, Rob Giusti, ha giustificato la scelta come il voler dare a questa funzionalità il giusto significato. Rob Giusti lavora al progetto di Pokémon Go sin dagli albori e voleva che le persone si appassionassero all’app mantenendo però la possibilità di espandere il game in futuro. Volle così trovare una via di mezzo tra fornire un gioco con più features possibile e un gioco scarno e ripetitivo.

Seconda motivazione

Grafica del PvP

Ovviamente la seconda motivazione è di tipo economico. Sappiamo bene che Pokémon Go non è un app “pay-to-win”, ma Niantic voleva giustamente essere sicura che un progetto del genere gli rendesse possibili certi guadagni. Lo scopo principale di Pokémon Go è la cattura del Pokémon che appare sulla mappa, non le lotte. Quindi dovevano essere sicuri di avere un guadagno da quello che è il gameplay principale, non da una feature secondaria.

Ovviamente l’implementazione delle lotte in PvP ha avuto un certo impatto anche sui giocatori. Coloro che giocavano da più tempo e che si erano costruiti nel tempo una squadra forte, hanno potuto mostrare in lotta il proprio valore. Questo permise a Niantic di capire anche a che tipo di utenza si stesse rivolgendo. Capire quanti giocatori erano interessati alla cattura e quanti all’aspetto “competitivo”.

Cosa ne pensate di questa scelta? Credete ci abbiano messo troppo o trovate valide le loro motivazioni? Ditecelo in un commento qui sotto o nella chat di Telegram. Seguiteci anche su Facebook, Instagram, Twitter e sul canale Telegram per rimanere sempre aggiornati sulle nostre pubblicazioni. Vi aspettiamo!

MadHatter

Ho conosciuto i Pokemon quando la mia sorellastra minore iniziò a giocare a Pokemon rosso durante un viaggio in auto, così iniziai a seguire il gioco presa dalla noia. La noia diventò un forte interesse e ricevetti così il mio imprinting. Ricordo che mi arrabbiai perecchio con mia sorella che, non sapendo ancora leggere, giocava premendo i tasti senza nessuna logica e insegnando al suo Clefable mosse a caso. Capendo l'interesse per il gioco la risposta arrivò poco dopo: il Game Boy e la prima cartuccia.. ma questo fu solo l'inizio.